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Coperture a falde, isolate in estradosso e ventilate

elementi e strati funzionali

La soluzione tecnica consiste in una copertura discontinua a falde inclinate con elemento portante in legno. È isolata termicamente mediante un pannello in lana di roccia ad alta densità, caratterizzato dalla possibilità di supportare direttamente il carico trasmesso dai listelli di supporto dell’elemento di tenuta realizzato in tegole. I listelli sono quindi appoggiati direttamente sull’elemento termoisolante e devono essere ancorati alla struttura principale in legno al fine di evitare la loro delocalizzazione. La presenza di uno strato di controllo alla tenuta all’acqua, posto all’estradosso dell’elemento termoisolante, garantisce in termini di infiltrazioni accidentali di acqua dovute a rotture di tegole o altro e permette di evidenziare, senza danni, il guasto. La presenza di un elemento di tenuta all’aria è necessaria per evitare infiltrazioni di aria all’interno della stratigrafia con conseguenti possibili fenomeni di condensazione. La soluzione è identicamente valevole per tegole in laterizio, cemento o simili. La soluzione viene utilizzata soprattutto nel caso di edifici destinati a residenze sia nel caso di nuova realizzazione sia nel caso di recupero di sottotetto.

esploso assonometrico1 • elemento portante, travi in legno

Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di progetto, compresa la freccia massima, nel rispetto della legislazione vigente. Deve anche essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e, di conseguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative UNI EN 335, UNI EN 350-1, UNI EN350-2 e UNI EN 460.

2 • strato di supporto, assito in legno

Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di progetto, compresa la freccia massima. È importante anche indicare il tipo di essenza da impiegare, il trattamento di finitura, il tipo di incastro tra gli elementi.

3 • elemento di tenuta all’aria

In genere, per garantire la tenuta all’aria, è sufficiente un foglio* di spessore di pochi decimi di millimetro. È tuttavia importante, in fase di progetto, indicare che i fogli debbano essere collegati con nastro biadesivo.

4 • elemento termoisolante, pannello in lana di roccia

La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica,sulla resistenza a compressione (tenendo presenti sia i carichi permanenti che quelli variabili sia la loro distribuzione sulla superficie)e su considerazioni legate al fonoisolamento ed al comportamento in caso di incendio. La resistenza termica dovrà essere determinata attraverso apposito calcolo. In relazione al fatto che, per questa specifica soluzione, l’elemento termoisolante svolge anche funzioni di tipo meccanico (supporto della listellatura delle tegole), è necessario verificare la sua deformabilità sotto il carico lineare dovuto al listello (cfr. capitolo 9).

5 • strato di controllo alla tenuta all’acqua, telo geotessile non tessuto

Il materiale deve garantire una tenuta all’acqua, anche se non assoluta, assicurando, tuttavia, una idonea permeabilità al vapore per determinare la quale deve essere effettuato il calcolo del rischio di condensazione, secondo la UNI 10350.

6 • strato di ventilazione, listelli in legno/aria libera

Lo strato di ventilazione ha, in genere, uno spessore di circa 6-8 cm. È importante sottolineare che, con elevati valori di resistenza termica del sistema di copertura, la ventilazione perde sostanzialmente di efficacia ai fini della riduzione del flusso termico entrante nell’edificio in stagione estiva. È tuttavia importante garantire una idonea ventilazione alla zona “sottotegola” per evitare una elevata umidità relativa che potrebbe portare ad un degrado precoce dello strato di supporto in legno. Per i listelli deve essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e, di conseguenza, stabilito il tipo di tratta-mento, secondo le normative UNI EN 335, UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e la UNI EN 460. I listelli devono essere idoneamente ancorati alla struttura principale (punto 1: elemento portante, travi in legno).È consigliabile effettuare una compartimentazione al fuoco dello strato inserendo, con un passo consigliato di circa 5 m,fasce di materiale di classe al fuoco “A1”, come, ad esempio, lana di roccia, per evitare il diffondersi di un eventuale incendio. Le fasce devono saturare completamente l’interspazio presente.

7 • strato di supporto, listelli in legno

Deve essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e, di conseguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative UNI EN 335, UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460. La distanza fra i listelli dipende dalla conformazione geometrica dell’elemento di tenuta. Il fissaggio dei listelli alla struttura portante deve essere effettuato in base al carico divento, ai pesi permanenti e variabili ed alla tipologia di materiale utilizzato per i listelli e per il fissaggio, secondo quanto indicato nella parte 1 del presente manuale. I listelli devono possedere varchi al fine di garantire il passaggio di acqua verso il canale di gronda, qualora vi fossero infiltrazioni accidentali di acqua sottotegola.

8 • elemento di tenuta, tegole in laterizio

L’elemento di tenuta deve essere progettato in termini di resistenza all’acqua, di impermeabilità all’acqua, di resistenza al gelo, di resistenza agli agenti chimici e biologici, di carico di rottura a flessione e di resistenza alla grandine secondo quanto indicato nelle UNI 9308 e UNI 9460. Tutte queste caratteristiche, con i riferimenti normativi indicati, devono essere indi-cate dal progettista nei documenti di progetto. La lunghezza di sovrapposizione delle tegole è definita dalla UNI 9460 in base alla loro tipologia, alla pendenza ed alla zona climatica.

  

*Sono da utilizzarsi fogli di polietilene o altra tipologia di materiale (con sovrapposizione a tenuta) con permeabilità all’aria equivalente o minore in quanto, sotto l’azione di sovrapressioni interne o depressioni esterne causate dal vento, non si devono determinare flussi di aria dall’interno verso l’esterno che potrebbero provocare elevati fenomeni condensativi.



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